PERM PRESS

an electronic arts magazine

Issue 1 | March 2019

POETRY IN TRANSLATION

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The winged child

written in Italian by Giorgio Ermes Celin
translated into English by Giorgio Ermes Celin & Alex Gregor

On a gloomy day,
I lose my steps in a forest of blades.
I have eyes of marble,
I have hands of salt,
I have no more memories,
I’ve lost my way.
The joy has passed,
the boat has sunken,
I am a thought written on water,
gushes of light I stole from the river,
I wander in the woods
with a shadow behind me,
it is the obsessive thought:
create.
I gallop through the stars,
I go and return from the realm of the dead,
through valleys,
through seas,
equinoxes and solstices,
I am Hermes, the winged child.
I descend among men as snakes,
hissing.
a creeping sibyl with golden eyes,
I have a tongue of lightning,
I have teeth of coral,
I fall into bed with blood on my chest,
a cruel descent,
the hunt is over:
I am a lost deer alongside my woman:
I look at her, smell her and take her.
I am a centaur,
a horse of flames,
with a quick sigh,
I throw a dart in her belly.
I am covered in sweat:
I am Venus,
tired, empty.
She is full,
I am absent, asexual,
Hermaphrodite lying in the shadows.
She sleeps,
dreaming in silence.
I look at her all night,
I am Psyche, the curious girl.
I ask myself, I beg:
What form does love have?
In the light of morning,
I am alone,
it is already sad,
it is the end,
but only the beginning.
I am Frisso.
Without a soul
I cry the fate of the golden hero,
consecrated to the season of eternal rebirth,
sacrificed
to the mother,
to the flowers,
to the sprouts,
I am the golden lamb.
Without words,
I cry the fate of the sacred children of April:
to die
is to dream
is to sleep.
I am Hephaestus.
In the forge to create, to cure,
I cripple the bad, unhealthy miasmas of life,
I scream to myself
BAM BAM BAM
as I beat the iron
to turn it into gold,
to give precious form
to vulgar matter,
I am the alchemist,
of the able hand.
Trismegisto, the wise, stubborn old infant from the lost world.
A golden soul in the heart of lead,
I throw it to the dogs,
to travel lighter.
Then off the stairs,
yellow tuff,
behind the sea,
the gulf,
the sirens,
the sailors,
the buffoons.
I run to her,
black hair,
fair eyes,
and she becomes Medusa
with the head of snakes.
I get up and fight clumsily.
I lose the battle,
I do not have any courage,
and what about love?
Illusion:
it was just a mirage.
It clings,
envelops me,
she is a fury with sharp teeth,
with coils,
needles,
quills of feathers.
I hold her, she holds me, sighs, then cries.
We are exhausted,
she is breathless,
but calm.
She goes away like a lost mermaid
thrown into the pan.
I’m soft, slumped,
I am a stuffed deer.


L’alato bambino

scritto in italiano da Giorgio Ermes Celin
(tradotto in inglese da Giorgio Ermes Celin e Alex Gregor)

In un giorno lugubre smarrisco i miei passi in un bosco di lame, ho occhi di marmo, ho mani di
sale, non ho piú ricordi, smarrita la strada, la gioia passata, la barca affondata,
Io sono un pensiero scritto sull'acqua.
Zampilli di luce ho rubato dal fiume
Mi aggiro nel bosco, un ombra mi assale, è il pensiero ossessivo : creare, creare.
Galoppo nelle stelle di una luce irrisoria, vado e torno dal regno dei morti, per valli, per mari,
equinozi e solstizi,
Io sono Ermes, l'alato bambino.
Discendo tra gli uomini diventando serpente e sibilo, sibilo, strisciante sibilla dagli occhi dorati,ho
lingua di fulmine,denti di corallo.
Mi accuccio nel letto col petto di sangue, un meriggio crudele, la caccia é finita:
Io sono un cervo smarrito.
Al fianco la mia donna : la guardo,la annuso,la prendo.
Sono un centauro,cavallo di fiamme, sospiro veloce ,ah,ah,ah, le scoccò una dardo nel ventre.
Mi accascio sudato : sono una venere stanca, vuota,lei piena,io vuota,assente,asessuata.
Ermafrodito che giace nell'ombra. Lei dorme, mi sogna, lei tace, io la guardo di notte,
Io sono Psiche, la fanciulla curiosa.
Che forma ha l'amore? mi chiedo, m'addormo.
Mattino di luce, da solo, é già triste, finale, ma é solo l'inizio.
Io Sono Frisso.
Senz'anima piango la sorte dell'eroe dorato, consacrato alla stagione della rinascita eterna,immolato
alla madre,ai fiori,ai germogli,
Io sono l' agnello d'oro.

Piango senza parole la sorte dei bambini sacri d'aprile : dormire,morire,sognare, nient'altro, mi dico.
Io Sono Efesto.
Nella fucina a creare, a curare...Io lo storpio, cattivo, malsani i miasmi della vita, mi dico, bam,
bam,bam a battere il ferro, a trasformarlo in oro, a dare forma preziosa alla materia volgare...
Io sono l'alchimista, dall'abile mano.
Trismegisto, sapiente, cocciuto, vecchio infante dal mondo perduto. Un anima d'oro nel cuore di
piombo, lo do in pasto ai cani, per viaggiare leggero. Poi via per le scale, gialle, di tufo, alle spalle il
mare, il golfo , le sirene, i marinai, i buffoni. Corro da lei, di neri capelli, con gli occhi da fiera,
diventa Medusa, col capo di erpi. Mi armo e, maldestro, comincio a lottare, perdo la sfida, non ho
più coraggio, e l'amore che avevo ?
Illuso: era solo un miraggio.
Si avvinghia, mi avvolge, diventa una Erinni, ha denti affilati, spire, siringhe, aculei di piume .
Mi stringe, la stringo, sospira, poi piange, mi sembra sfinita, non capisco il suo affanno.
Ma poi si spegne, si placa: è sirena perduta, buttata in padella.
Io molle, accasciato,
sono un cervo impagliato.


Giorgio Celin was born in Barranquilla, Colombia in 1986. He later moved to Italy where he studied painting and Graphic Design. He lives and works between Rome and Barcelona. You can find more from him on Instagram @giorgiocelin.